Questo è Tappino, anzi, questa è Storia di Tappino, la mia prima graphic novel. Grazie a lei giovedì scorso mi sono ritrovata in mezzo al popolo della scuola internazionale di Comics.
E ho vinto.

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Storia di Tappino è una favola, una storia semplice, di quelle che si leggono ai bambini mentre loro appiccicano l’indice sul disegno facendo domande e interrompendoti mille volte. Ma è anche una storia da grandi, di quelle con le parole che si mettono a svolazzarti nella testa finché non trovano un passaggio segreto per un mondo più profondo e complesso.
Storia di Tappino l’ho realizzata apposta per partecipare ad un concorso. La mia filosofia per affrontare lavori mai fatti è questa: parti dalle cose semplici, da ciò che conosci. E così il protagonista più semplice che mi è venuto in mente è stato il tappo di plastica di una bottiglia: rotondo, piccolo, bianco.
La storia inizia quando Tappino viene gettato. Inizia la sua avventura. Tappino nasce.

 

“Si accorse che era nato perché gli venne voglia di avere gli occhi…”

Che è un po’ la storia del sentirsi vivi finché (o solo quando) si provano desideri.
Il primo desiderio di Tappino è quello che mette in moto la sua volontà, quello che lo guida e lo sostiene, anche quando arriva il mostro. Quello che alla fine gli permette di trovare il suo (nuovo) posto nel mondo.

Insomma, il concorso a cui ho partecipato si chiama “Il mio esordio” e viene organizzato da Ilmiolibro.it in collaborazione con Scuola Internazionale Comics. Due giorni fa, a Roma, Storia di Tappino ha ricevuto il premio come miglior fiaba.
E io, accompagnata da alcune delle donne a cui voglio più bene, sono andata a prendermi gli applausi.

Storia di Tappino è acquistabile sul sito di ilmiolibro.it a questo indirizzo.

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