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Grafica e comunicazione

Babbo Natale o Rigiocattolo?

La risposta giusta non c’è, naturalmente. Ma forse, partecipando al Rigiocattolo, ovvero a questo gioco che Ilaria Gallo ha voluto portare in piazza a Cigoli per il prossimo 13 dicembre, faremo più contento anche Babbo Natale. Ma prima di questo, ho la certezza che i piccoli partecipanti avranno una grande occasione: quella di capire che una cosa tua, ad un certo punto, può diventare di un altro, perché se resta tua il suo triste destino sarà il NON USO o addirittura l’immondizia.

E così il 13 dicembre 2015 a Cigoli si inaugura il Primo Mercatino di Natale, allestimento di stand con regalini (e regaloni) artigianali da acquistare, cibo, musica di zampognari, giochi. Tutto come una festa che festeggia il magico gioco del riciclo, del DONO DELLA SECONDA VITA: il Rigiocattolo.

Il Comune di San Miniato ha dato il proprio patrocinio alla festa e tutti i bambini delle scuole dell’Infanzia e Primaria del Comune riceveranno un volantino come questo, con tutte le istruzioni per partecipare al gioco.

La mia parte di creativa è stata quella di dare un volto al gioco e a questa nuovissima festa del nostro territorio.

Bambini, rispolverate i vostri vecchi giocattoli e preparatevi a giocare al Rigiocattolo di Cigoli!

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Un posto dalle Millevoglie…

Metti un ragazzo e una ragazza, il cuore caldo tipico del sud dell’Italia, una valigia di sogni e un bel po’ di esperienza nel mondo della ristorazione. Metti un nome come Millevoglie… Metti un sacco di idee per stupire, intrigare il palato, stuzzicare i gusti dei grandi e dei piccini. Metti un posto a Ponte a Egola dove realizzare tutto questo, una pasticceria che sia insieme anche bar e gelateria, ma anche luogo di incontro per una colazione o una merenda con gli amici o i compagni di scuola.

UnaGrafica ha preso quel nome, le parole di quei due ragazzi, tutti i loro sogni e ha dato loro una veste grafica, un’immagine che vada in giro a parlare dei loro prodotti, del loro gelato dai gusti particolari, della loro pasticceria.

Per il resto siete tutti invitati mercoledì prossimo, il 20 di giugno alle 19:00 per la golosissima inaugurazione di Millevoglie.

 

Dall’idea al bicchiere: la lunga strada di un’etichetta.

Entrare in un supermercato, in una cantina, in un’enoteca e perdersi fra le centinaia di bottiglie di vino è un attimo. In quell’attimo, una buona etichetta ha tutto il tempo di parlare e catturare l’attenzione del cliente. La maggior parte di loro, purtroppo, resta muta e in disparte a confondersi con tutte le altre.
Nei quasi quindici anni durante i quali mi sono occupata di progettare etichette, ho conosciuto vini provenienti un po’ da tutta Italia e ho capito che ognuno di loro è un mondo a sé che va espresso e vestito con un abito cucito su misura.
Ogni etichetta è un microcosmo affascinante, un mix di creatività e regole dosati al millimetro ed è davvero difficile improvvisarsi nella sua realizzazione, perlomeno se non ti basta che il tuo vino abbia un posto sullo scaffale, anche se resterà invisibile e muto.

Negli ultimi tempi, i primi mesi del 2012, ho avuto il piacere di progettare tre etichette per le Cantine Montalbano, una cantina sociale con sede al Terrafino che produce vino con le uve provenienti dal nostro territorio.
Le prime due etichette riguardano lo stesso prodotto, un Vinsanto del Chianti, però presentato in due bottiglie molto diverse: una bordolese da 750 ml e una bottiglia snella e pregiata da 50 ml. Lo scopo di questa differenziazione è quello di offrire un prodotto della stessa qualità, che vada bene sia per un abituale consumatore, sia per chi desidera fare un bel regalo e ha bisogno di una confezione all’altezza.

Delle due etichette, la prima, quella destinata alla bordolese da 750 ml. doveva rispettare una linea già esistente, la linea dei vini di punta della cantina, dove troviamo già due Chianti DOCG e un Bianco dell’Empolese DOC, per cui la caratterizzazione è avvenuta soprattutto lavorando sui colori e sui caratteri.
La seconda etichetta è quella progettata per la bottiglia da 50 ml. La maggiore accuratezza generale è visibile già dalla grafica, ma quando si lavora sul progetto di un’etichetta, bisogna staccarsi spesso dall’immagine che vediamo a video e guardarla nella sua realizzazione finale. E’ come avere a disposizione una serie di accessori che, proprio per la loro caratteristica di tridimensionalità, non possono essere visti, ma soltanto immaginati, fino alla fine, quando l’etichetta sarà definitivamente stampata in tipografia.

Sto parlando di carte (trame e colorazioni), di lamine, di punzoni, di capsule e di tutta quella vasta gamma di accessori possibili, oggi, per tirar fuori un’etichetta dallo scaffale.

Successivamente ho progettato l’etichetta per quello che è stato denominato Biancospino, il primo vino frizzante presentato dalle Cantine Montalbano.
L’input per questa etichetta era la bottiglia, una borgognotta, e la freschezza del prodotto, un vino ideale per aperitivi, per giovani, magari per un apericena in compagnia di amici, senza mai dimenticare lo stile e l’impronta delle Cantine Montalbano, legate a un territorio importante con tradizioni forti e grande qualità di prodotto.

Questi vini saranno descritti in maniera tecnica nell’apposita sezione del sito delle Cantine Montalbano. Per adesso sono in vendita nel negozio presso la cantina.

Le foto che ho utilizzato per questo articolo sono state realizzate da Fabio Frangini.

Dalla brochure al sito web… un’azienda in crescita.

Le Cantine Montalbano sono una Società Cooperativa Agricola (nota, ai più, come Cantina Sociale) che si trova al Terrafino, una zona periferica e ben accessibile di Empoli (Firenze). L’azienda è nata nel 1960 ed è strettamente legata al nostro territorio, ricevendo e lavorando le uve di circa 300 piccoli e medi soci-produttori dei dintorni.
La maggior parte della produzione è destinata al vino sfuso per la vendita diretta a imbottigliatori e per la vendita diretta nel punto vendita in cantina ad una clientela molto affezionata, tanto che, di recente, il punto vendita è stato quasi completamente rinnovato con l’aiuto di un amico architetto e adesso si presenta come un accogliente mix di design e tradizione.
In fondo questa apparenza rispecchia perfettamente lo spirito della Cantina che, da un lato resta legata alla tradizione come qualunque consumatore può aspettarsi da un vino dei nostri territori; dall’altro guarda al futuro, utilizza tecnologie all’avanguardia, lavora per una crescita continua. Tanto che negli ultimi anni ha iniziato a imbottigliare una parte dei propri vini e adesso, sugli scaffali del punto vendita, si può già ammirare un’ampia gamma di bianchi, rossi, rosati e vin santo.
Però, secondo me, il particolare più apprezzato di quest’azienda, non è tanto il vino buono, o i prezzi concorrenziali che soltanto una cantina sociale può fare: quello che dà gioia e soddisfazione quando si va alle Cantine Montalbano, è proprio questa loro capacità naturale di accogliere. Come se fossero una grande famiglia e tu che entri là dentro per la prima volta, facessi davvero già parte di loro.

Che cosa c’entro io con Le Cantine Montalbano?
Qualche anno fa ho avuto la fortuna di progettare l’etichetta del novello, Fior d’Autunno, e da allora, praticamente, non ho mai smesso di frequentare la cantina.
Dopo l’etichetta ho rivisitato l’immagine ormai vecchia e non più adatta e ho progettato la brochure con alcuni dei loro vini in bottiglia.


In seguito ho progettato altre etichette, i bag-in-box del rosso e del bianco, le bandiere che accolgono i visitatori in cantina e il sito web, che è stato pubblicato recentemente.

La qualità di tutta l’immagine è stata possibile soprattutto grazie alle splendide fotografie di Nicola Cioni, un architetto e noto artista di Fucecchio, con il quale collaboro da anni.

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