Cerca

UnaGrafica

Grafica Scrittura Illustrazione

Tag

grafica

Babbo Natale o Rigiocattolo?

La risposta giusta non c’è, naturalmente. Ma forse, partecipando al Rigiocattolo, ovvero a questo gioco che Ilaria Gallo ha voluto portare in piazza a Cigoli per il prossimo 13 dicembre, faremo più contento anche Babbo Natale. Ma prima di questo, ho la certezza che i piccoli partecipanti avranno una grande occasione: quella di capire che una cosa tua, ad un certo punto, può diventare di un altro, perché se resta tua il suo triste destino sarà il NON USO o addirittura l’immondizia.

E così il 13 dicembre 2015 a Cigoli si inaugura il Primo Mercatino di Natale, allestimento di stand con regalini (e regaloni) artigianali da acquistare, cibo, musica di zampognari, giochi. Tutto come una festa che festeggia il magico gioco del riciclo, del DONO DELLA SECONDA VITA: il Rigiocattolo.

Il Comune di San Miniato ha dato il proprio patrocinio alla festa e tutti i bambini delle scuole dell’Infanzia e Primaria del Comune riceveranno un volantino come questo, con tutte le istruzioni per partecipare al gioco.

La mia parte di creativa è stata quella di dare un volto al gioco e a questa nuovissima festa del nostro territorio.

Bambini, rispolverate i vostri vecchi giocattoli e preparatevi a giocare al Rigiocattolo di Cigoli!

Qualcosa in comune nel mondo

Qualcosa in comune nel mondo_illustrazione_bassa

Non so come ragiona la mia mente. So soltanto che fagocita, sintetizza e si esprime.
Ci ha messo un giorno per esprimere la Parigi del 13 Novembre.
E come sempre è stata troppo romantica.

A CanPigro dona il rosso

 

Canpigro_DSC0006 Canpigro_DSC0010CanPigro bianco stampato su t-shirt rossa.

www.unagrafica.it

Voglio che l’ultimo post del 2012 sia proprio il calendario che Fabio e io abbiamo realizzato per il prossimo anno. È stato un simpatico regalo di Natale (fra l’altro un regalo low cost!) per molti familiari e parenti, e un ricordo meraviglioso che ci accompagnerà per tutto l’anno.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Auguro un felice 2013 a tutti. Auguro a tutti, più di ogni altra cosa, tante emozioni.
Irene

Sono a disposizione per preventivi e info su grafica e stampa di calendari e di molto altro ancora, per aziende e privati. Scrivetemi a unagrafica@virgilio.it o telefonate al 347 5245130. Il mio sito web, dove trovate anche il link per i miei lavori, è http://www.unagrafica.it

Dall’idea al bicchiere: la lunga strada di un’etichetta.

Entrare in un supermercato, in una cantina, in un’enoteca e perdersi fra le centinaia di bottiglie di vino è un attimo. In quell’attimo, una buona etichetta ha tutto il tempo di parlare e catturare l’attenzione del cliente. La maggior parte di loro, purtroppo, resta muta e in disparte a confondersi con tutte le altre.
Nei quasi quindici anni durante i quali mi sono occupata di progettare etichette, ho conosciuto vini provenienti un po’ da tutta Italia e ho capito che ognuno di loro è un mondo a sé che va espresso e vestito con un abito cucito su misura.
Ogni etichetta è un microcosmo affascinante, un mix di creatività e regole dosati al millimetro ed è davvero difficile improvvisarsi nella sua realizzazione, perlomeno se non ti basta che il tuo vino abbia un posto sullo scaffale, anche se resterà invisibile e muto.

Negli ultimi tempi, i primi mesi del 2012, ho avuto il piacere di progettare tre etichette per le Cantine Montalbano, una cantina sociale con sede al Terrafino che produce vino con le uve provenienti dal nostro territorio.
Le prime due etichette riguardano lo stesso prodotto, un Vinsanto del Chianti, però presentato in due bottiglie molto diverse: una bordolese da 750 ml e una bottiglia snella e pregiata da 50 ml. Lo scopo di questa differenziazione è quello di offrire un prodotto della stessa qualità, che vada bene sia per un abituale consumatore, sia per chi desidera fare un bel regalo e ha bisogno di una confezione all’altezza.

Delle due etichette, la prima, quella destinata alla bordolese da 750 ml. doveva rispettare una linea già esistente, la linea dei vini di punta della cantina, dove troviamo già due Chianti DOCG e un Bianco dell’Empolese DOC, per cui la caratterizzazione è avvenuta soprattutto lavorando sui colori e sui caratteri.
La seconda etichetta è quella progettata per la bottiglia da 50 ml. La maggiore accuratezza generale è visibile già dalla grafica, ma quando si lavora sul progetto di un’etichetta, bisogna staccarsi spesso dall’immagine che vediamo a video e guardarla nella sua realizzazione finale. E’ come avere a disposizione una serie di accessori che, proprio per la loro caratteristica di tridimensionalità, non possono essere visti, ma soltanto immaginati, fino alla fine, quando l’etichetta sarà definitivamente stampata in tipografia.

Sto parlando di carte (trame e colorazioni), di lamine, di punzoni, di capsule e di tutta quella vasta gamma di accessori possibili, oggi, per tirar fuori un’etichetta dallo scaffale.

Successivamente ho progettato l’etichetta per quello che è stato denominato Biancospino, il primo vino frizzante presentato dalle Cantine Montalbano.
L’input per questa etichetta era la bottiglia, una borgognotta, e la freschezza del prodotto, un vino ideale per aperitivi, per giovani, magari per un apericena in compagnia di amici, senza mai dimenticare lo stile e l’impronta delle Cantine Montalbano, legate a un territorio importante con tradizioni forti e grande qualità di prodotto.

Questi vini saranno descritti in maniera tecnica nell’apposita sezione del sito delle Cantine Montalbano. Per adesso sono in vendita nel negozio presso la cantina.

Le foto che ho utilizzato per questo articolo sono state realizzate da Fabio Frangini.

San Miniato: la nostra Primavera

L’immagine prende spunto da Botticelli. Uno spunto illustre è sempre un ottimo punto di partenza, specialmente se ha attraversato parecchi secoli e non è lontano da noi: risale al 1482 e si trova agli Uffizi di Firenze.

Il messaggio, tuttavia, prende spunto da qualcosa di attuale e molto molto più vicino: San Miniato e quello che, da un po’, sta accadendo.
E’ vero, forse chi non è samminiatese ancora non ci ha fatto caso, come non fa caso un uomo alto e grosso al brulichio di un formicaio per terra… se ne rende conto soltanto quando trova la pagnotta tutta mordicchiata.
San Miniato è in fermento, e questo è un dato di fatto. Noi di Bucciano FotoDiarioFestival vogliamo dirlo, vogliamo gridarlo a tutti, da quassù, in cima alla collina, vogliamo alzare la voce, senza per questo perdere il nostro stile, e dire al mondo che a San Miniato ci si sta dando da fare.
Parliamo, così, di primavera, tema scontato per la stagione (anche se non per quest’anno), quanto non lo è per la nostra città, che molti considerano oramai intrappolata in un eterno inverno.

E invece noi in questa Primavera di San Miniato ci crediamo forte e vogliamo dirlo con la nostra modesta forma di arte da strada, in modo che tutti quelli che passano di lì, possano ammirarla, comprenderla, tornare a casa e parlarne, per moltiplicare la nostra voce (tanto per citare altri due illustri artisti: Francesco De Gregori e Zucchero Fornaciari).

Botticelli ci ha ispirato, ma come sempre noi di Bucciano FotoDiarioFestival, siamo andati oltre per dire la nostra. Flora, che sono io, è incinta, come d’altronde è gravida la primavera. Sull’olivo abbiamo, sorretto da Aurelio (pilastro di Bucciano FotoDiarioFestival) uno stanco cupido: riconosciamogli che fare innamorare la gente, oggi come oggi, non è un’impresa facile. All’estrema sinistra il nostro Mercurio (dio dell’eloquenza e del commercio) è piuttosto distratto, ma faremo in modo, in futuro, che concentri la sua divinità, in particolare quella della comunicazione, anche su San Miniato.
Di Grazie, figlie di Venere, ne abbiamo tre grandi e tre piccole, perché la bellezza deve stare sia nel presente che nel futuro ed è sempre giusto che presente e futuro si sovrappongano per un po’.
I due splendidi cagnolini da tartufo sono uno dei simboli viventi di San Miniato ed è anche grazie a loro se la nostra città è conosciuta per questo pregiatissimo tubero.
Il personaggio centrale, quello di Venere, non c’è. Ossia, non è una persona, ma è una città intera di persone, di opere d’arte, di bellezze naturali e di passione.
San Miniato è la nostra Venere.

Questo è il nostro nuovo messaggio. Speriamo che la brezza di Primavera lo trasporti, insieme al polline, in volo per il nostro splendido Paese, e torni quassù abbracciato al cuore di tanti nuovi visitatori.

La foto del manifesto è stata scattata da Francesco Sgherri con l’assistenza del giovanissimo Elia Sgherri che si è occupato del flash. La grafica è mia. L’idea è mia e di Aurelio Cupelli. Le foto di back-stage utilizzate per il montaggio del video sono di Aurelio Cupelli. I filmati che ho utilizzato per montare il video sono stati ripresi da Fabio Frangini.

115 giorni all’impatto!

Ecco come mi si presentano, un giorno, quei due: no dicendo “piacere, io sono Tal de’ Tali, faccio questo e vorrei fare quell’altro”, ma sedendosi nella mia stanzetta CasinoGrafica e iniziando a discutere fra loro come se stessero continuando un discorso già iniziato un milione di anni fa; come se io, un milione di anni fa, fossi lì con loro ad ascoltare quel discorso e adesso non avessi bisogno di una spiegazione ben più dettagliata.
Però non mi scoraggio. Certi personaggi, ogni tanto, capitano. Individui che parlano da soli in automobile, che quando arrivano da te ti raccontano il finale e tu dovresti capire tutta la storia.
A volte è interessante anche giocare e così li ascolto, li lascio parlare: è talmente divertente osservarli! Uno più posato, colto, ma anche dolce, l’altro più esuberante, un cartone animato, enigmatico e svolazzante. Entrambi entusiasti ed eccitatissimi per questo progetto riguardo al quale, dopo dieci minuti di gran parlare e smanaccare e spippolare su internet, ancora non ho capito nulla.
Ma per capire tutto, o molto, delle persone, ho imparato con gli anni, che bisogna prenderle nella loro spontaneità ed entrarci dentro piano piano, in punta di piedi, senza forzare le porte, senza interrompere i loro naturali percorsi mentali.
Così, ad un certo punto, con Lapo Ciari e Andrea Mancini che, nella maniera più naturale del mondo, stanno inscenando uno spettacolo per me sola, credo di aver colto ciò che soltanto in quel modo potevano raccontarmi: mancano 115 giorni all’impatto, e non c’è altro da dire! Il palio di San Rocco, i pellegrini, la primavera, il bambino che spacca il cocomero col culo, il botafumeiro, il festival del Pensiero Popolare, la gru in Piazza Bonaparte, la testa che salta, i piedi scalzi, la folla per le strade, San Miniato che esplode… A volte non importa mica capire tutto alla lettera, per capire davvero!

Alla fine dello spettacolo (due attori per una spettatrice) definiamo lo storyboard del video… non abbiamo ancora materiale di alcun tipo, eccetto un botafumeiro che dondola in una cattedrale spagnola, ma nessuno si preoccupa: a San Miniato si trova sempre una folla dietro l’angolo per allestire la scena madre di un film… siamo o non siamo nella città del Dramma Popolare e dei fratelli Taviani?
E così è stato. Per la grande presentazione del prossimo Festival del Pensiero Popolare 2012, ecco pronti due spot. Adesso non ci resta che intrattenere i pellegrini fino ad agosto!

I pezzi filmati sono di Aurelio Cupelli, girati durante la festa degli Aquiloni a San Miniato, appena prima che il diluvio disperdesse le folle… L’idea è di Lapo Ciari e Andrea Mancini di Territorio Teatro, e il montaggio degli spot è mio, Irene Campinoti, una grafica, anzi, UnaGrafica.

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: