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Babbo Natale o Rigiocattolo?

La risposta giusta non c’è, naturalmente. Ma forse, partecipando al Rigiocattolo, ovvero a questo gioco che Ilaria Gallo ha voluto portare in piazza a Cigoli per il prossimo 13 dicembre, faremo più contento anche Babbo Natale. Ma prima di questo, ho la certezza che i piccoli partecipanti avranno una grande occasione: quella di capire che una cosa tua, ad un certo punto, può diventare di un altro, perché se resta tua il suo triste destino sarà il NON USO o addirittura l’immondizia.

E così il 13 dicembre 2015 a Cigoli si inaugura il Primo Mercatino di Natale, allestimento di stand con regalini (e regaloni) artigianali da acquistare, cibo, musica di zampognari, giochi. Tutto come una festa che festeggia il magico gioco del riciclo, del DONO DELLA SECONDA VITA: il Rigiocattolo.

Il Comune di San Miniato ha dato il proprio patrocinio alla festa e tutti i bambini delle scuole dell’Infanzia e Primaria del Comune riceveranno un volantino come questo, con tutte le istruzioni per partecipare al gioco.

La mia parte di creativa è stata quella di dare un volto al gioco e a questa nuovissima festa del nostro territorio.

Bambini, rispolverate i vostri vecchi giocattoli e preparatevi a giocare al Rigiocattolo di Cigoli!

Visita alla casa d’aria

casa daria

-Permesso… Signore? …Maestro?
C’è qualcuno?
Lui viene avanti sulla sedia a rotelle
-Non si chiede permesso quando una casa è una via di passaggio
-No è che, buongiorno, sono pur sempre in casa sua
-Dài un’occhiata, seguimi
In un gesto gira la sedia di centottanta gradi. I capelli bianchi, appena appena ingrigiti, sulle spalle si intrecciano. Sottili.
La ragazza lo segue.
-È grandissima questa stanza, esclama.
È in comunicazione diretta con l’esterno, manca una parete, totalmente, ma è buia, piena di legno scuro e cotto per terra, vecchio, sporco, di quello sporco che non va via più e quindi non si può chiamare nemmeno più sporco, ma tempo, storia.
-Non pensavo che ci fosse una casa qui. Ho sempre visto un chiostro. E stamani invece ci ho trovato una casa
-La mia casa è sempre stata qui. In questo cubo d’aria fra quattro pareti di storia
Ride da sé. Come se avesse fatto una battuta che capisce solo lui.
-Come si chiama, signorina?
-Adele
-Adele fa rima con miele. Lei è dolce?
Adele accarezza un tavolo rotondo, di legno di noce, massello, liscio. Pieno di buchi, un tempo casa di tarme.
-Non lo so. Dipende
Spinge le ruote con le mani, lei riprende a camminargli dietro, la stanza sembra che giri, e compare una nuova apertura nella parete di fronte. Non c’è niente che sta girando. Soltanto le ruote
Lui si ferma e ruota di novanta gradi. Resta a mostrarle il profilo per qualche attimo. E poi la guarda, la sorprende mentre con un dito in bocca guarda in alto, il soffitto.
-Quella è una tortora?, esclama togliendosi l’indice dalla bocca e puntandolo in su.
Lui fa scattare gli occhi (solo gli occhi) verso l’alto. E poi li riporta nella stessa esatta posizione, senza cambiare niente di se stesso, se non il discorso che stava per fare
-Qualcuna fa il nido fra questi travicelli. Ma torniamo a lei. A te. Da cosa dipende la tua dolcezza, Adele?
-È sicuro che sia normale? Che una tortora viva così
-Seguimi ragazzina
Ruota la sedia verso la direzione in cui si stavano muovendo e l’altra stanza si mostra quasi per intero, finché non ci entrano.
Il contrasto è fortissimo. Bianco. Tutto è bianco. È un’altra stanza enorme, gigante, chiara, di vimini e legno per terra, di gabbie piene di fiori e cancelli aperti, scale che si interrompono e canarini gialli che volano. E una farfalla. Signora di leggerezza. Nuota nell’aria come se fosse l’unica padrona di quello spazio.
E in fondo si apre una parete di luce. Senza panorama o orizzonte. Luce, un bianco ancora più bianco. Come un buco nella realtà.
Lui dà le spalle alla luce, le mani appoggiate sulle ruote. La osserva invadente senza imbarazzo.
-Perché indossi un vestito con le gale? Stavi andando ad una festa?
-Le dispiace se prendo un lecca lecca? Quando li vedo non so resistere. Specialmente questi con la decorazione a spirale. Sono troppo belli
-Fai pure, ma non li mordere
-Per quale motivo? A cosa mi servono se non posso morderli?
-Sono di terracotta. Tutto in casa mia è di terracotta. Forse anche io lo sono
Ride.
-Oh. Che strana terracotta. Ma non è strano che questa farfalla stia qui?
-Adele. La tua dolcezza è fatta tutta di ingenuità. Sarà genuina?
Adele sceglie accuratamente un lecca lecca di terracotta in un cestino dove ce ne sono a decine, di forme e colori e dimensioni diverse
-Vuoi vedere come nasce la mia terracotta?
-Certo. Sono qui apposta.
-Già, non ti ho chiesto come mai
-Come mai non si sentono i frastuoni della chiesa? È soltanto qui accanto. Come fa a vivere qui, così vicino?
-Non si sente niente. Vai a vedere. Vai tu che puoi. Io con la mia sedia non arriverei mai.
Adele esce dalla stanza bianca, attraversa la stanza scura e si ritrova nella parte del chiostro più vicina alla strada. Va verso destra, verso la chiesa, e imbocca un tunnel con il pavimento in salita (che presto diventa terra) e con il soffitto a volta che sarà alto quindici metri. Il tunnel è costruito con mattoni vecchi, uno diverso dall’altro, forse fatti a mano, forse fatti proprio da lui. E lo percorre, finché non giunge ad una specie di curva, una piega apparentemente casuale, ma ben congegnata. Il segreto del silenzio è tutto lì. Una volta superata la curva si sentono forti le voci, le campane, i cinguettii. E alla fine di un altro tratto di tunnel, sempre in salita, si intravede la campagna, il culmine della collina e la chiesa di San Domenico.
La chiesa sorge direttamente dall’erba. E dietro lingue colorate di cielo, fra il giallo e l’azzurro, creano una cartolina.
-Ho capito tutto, fa Adele entusiasta quando torna da lui. -Ora possiamo andare dalla creta?

T-shirt: Inghilterra vs Italia

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T-shirt maschili dipinte a mano. Sopra la bandiera inglese, sotto quella italiana. E il tuo cuore che colori ha?

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25 aprile 2014

25aprile

Manifesto 6×3 m
Committente: Comune di San Miniato
Finalità: festeggiamenti 69° Anniversario della Liberazione
Idea e fotografia: Aurelio Cupelli e Bucciano FotoDiarioFestival
Progetto grafico: Irene Campinoti, UnaGrafica

www.unagrafica.it

La ragazza nel cuore

La T-shirt pronta
La T-shirt finita

È dipinta a mano su cotone semigrezzo. Il colore prevalente è il nero, stile darkeggiante. La stoffa, ritagliata a forma di cuore, è cucita su una t-shirt nera.

Ecco alcune fasi della lavorazione, la maglietta finita e infine indossata.

Visita il mio sito web www.unagrafica.it e richiedi informazioni e preventivi per illustrazioni, grafica e stampa.
Free is better!

Le mie t-shirt artigianali

ioHo sempre ritenuto la t-shirt un importante veicolo comunicativo, ancora prima di studiare pubblicità. È un capo semplicissimo, una pagina bianca che ti porti addosso e mostri a tutti. Per le aziende è un veicolo promozionale. Per una manifestazione è un gadget a basso costo. Per una persona è un modo di dire: eccomi, io sono anche questo.
Le mie più recenti realizzazioni sono le t- shirt dipinte a mano. I protagonisti sono degli animali che disegno io stessa. Ognuno può scegliere il proprio animaletto, decidere di scriverci il nome o qualcos’altro, inserire dei fiocchetti, delle paillettes o dei brillantini. Ogni t-shirt è realizzata singolarmente, a mano, con pittura specifica per stoffa. Resiste a lavaggi fino a 60° C, per cui va d’accordissimo con la lavatrice.
In un mare di magliette a basso costo, certamente le mie si pongono su un piano diverso, si tratta di artigianato e non di commercio, di San Miniato e non di mercato globale. Anche se il prezzo resta comunque contenuto, sono capi particolari e singolari (non ce ne sarà mai una perfettamente uguale all’altra) e sono molto adatte per dei regali.
Ecco alcune di quelle che ho realizzato su richiesta

Prima delle magliette dipinte, prima dei vari animaletti, sono nate le t-shirt a trasferimento termico tutte dedicate a CanPigro, un cucciolone creato da me e dalla mia carissima collega e amica Angela Lo Nigro. Le magliette stampate con la tecnica del trasferimento termico sono più economiche, l’unico soggetto è CanPigro (salvo particolari richieste), ma c’è un’ampia scelta di tavolozze colori e tipologie che si possono visionare anche direttamente online, su richiesta.
Ecco alcune delle t-shirt realizzate, indossate da modelle d’eccezione!

Per qualsiasi tipo di richiesta potete contattarmi alla e-mail irenecampinoti@virgilio.it, oppure chiedermi l’amicizia e scrivermi su FaceBook

Le foto di questo articolo sono di Fabio Frangini.

Voglio che l’ultimo post del 2012 sia proprio il calendario che Fabio e io abbiamo realizzato per il prossimo anno. È stato un simpatico regalo di Natale (fra l’altro un regalo low cost!) per molti familiari e parenti, e un ricordo meraviglioso che ci accompagnerà per tutto l’anno.

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Auguro un felice 2013 a tutti. Auguro a tutti, più di ogni altra cosa, tante emozioni.
Irene

Sono a disposizione per preventivi e info su grafica e stampa di calendari e di molto altro ancora, per aziende e privati. Scrivetemi a unagrafica@virgilio.it o telefonate al 347 5245130. Il mio sito web, dove trovate anche il link per i miei lavori, è http://www.unagrafica.it

Foto per un anno intero

Maurizio e Maria hanno i loro lavori e le loro vite in luoghi lontani uno dall’altra in Italia, ma grazie ai social network (che ogni tanto assolvono allo scopo per cui sono stati creati) si sono conosciuti e hanno conosciuto anche me, sempre in maniera virtuale. Credo sia stata più che altro la loro passione comune, la fotografia, a farli entrare in contatto e da lì è venuta l’idea di creare qualcosa insieme, un calendario da regalare per Natale agli amici e, in questo modo, diffondere la propria passione, farla conoscere: che ne sai che non possa uscirne anche qualcosa di più di una semplice passione?!?

Ecco il loro calendario, un multipagina in formato A3 con 14 fogli e spirale metallica. Minimo di stampa 10 copie.

I calendari interamente personalizzati come questo, sono un mezzo ideale per veicolare le tue foto se, per esempio, sei un appassionato di fotografia, oppure se hai un’azienda e vuoi investire su un mezzo utile che, più difficilmente di un pieghevole, verrà gettato e mostra le foto della tua attività per tutto l’anno. I calendari sono anche un bellissimo regalo per parenti e amici se le foto ritraggono la tua famiglia e i tuoi bambini, oppure un gruppo di inseparabili amici che a Natale si sentono ancora più vicini.

Insomma, UnaGrafica si occupa anche di calendari interamente personalizzati, sia per aziende che per famiglie, disponibili in formati diversi, multipagina, poster, da tavolo e mini tascabili.
Il calendario è un investimento che dura un anno!

Per un preventivo personalizzato scrivimi a Irene Campinoti unagrafica@virgilio.it

Una sigla per PeaceMaker: i fabbricatori di pace di Shalom.

I miei primi approcci con il video editing sono avvenuti per la voglia di rielaborare i miei personali ricordi, in particolare quelli delle mie bambine. Ma visto che il mio lavoro è comunicazione, ben presto ho avuto voglia di sperimentare il video editing anche al di fuori della mia sfera familiare e mi sono proposta con il montaggio dei filmini del nido, prima, e dell’asilo, poi. Nell’ultimo anno ho avuto modo di mettermi alla prova in ben altre tipologie di filmati: Bella la donna che sa e che fa, per il Bucciano FotoDiarioFestival, Di fatto Teresa, per Silvia Bagnoli e 115 giorni al festival per Lapo Ciari e Andrea Mancini. Il salto più grande è stato trovare un percorso da seguire là dove i sentimenti personali non ci sarebbero più stati. In pratica, prendere tutta l’esperienza nel bidimensionale, nell’immagine fissa e statica, in quella “storia raccontata in un attimo” e applicarla al tempo che scorre, alle immagini, ai filmati forniti per raccontare una storia e comunicare un messaggio ben preciso con una dimensione in più: un arco temporale più o meno lungo.
Una mattina di luglio mi chiamò Andrea Mancini e mi chiese di ideare una sigla televisiva per il Movimento Shalom.
Niente di più lontano, pensai, da ciò che so fare.
Andrea mi parlò dello spazio che Antenna 5 aveva riservato a Shalom sulla propria rete, di questo programma che da settembre sarebbe andato in onda tutte le settimane, dei possibili nomi che avrebbe avuto. Era tutto ancora da plasmare, tutta materia virtuale e creativa. Era una sfida che volevo accettare, perché anche se non ero forte dell’esperienza, avevo, ne ero e ne sono certa, un asso nella manica che poteva rivelarsi proprio la mia peculiare reason why: la passione e la capacità che ho, molte volte, di arrivare al cuore.

Quindi accettai il lavoro. La trasmissione si sarebbe chiamata PEACEMAKER (fabbricatori di pace) come, appunto sono, tutti coloro che operano secondo i principi di Shalom dovunque nel mondo. Avevo a disposizione un paio di filmati molto lunghi: uno descriveva i campi estivi, quelli di Fivizzano, alternando interviste a Don Andrea a quelle ai ragazzi o a chi opera nella pratica perché questi campi, da anni, siano un successo. L’altro filmato era quello realizzato qualche anno fa da Coop con Irene Grandi, il suo viaggio in Burkina Faso con Shalom (c’era mio padre con lei, me lo ricordo bene di quanto tornò entusiasta della sua semplicità), il suo concerto con un famoso gruppo Burkinabè.
Doveva ridursi tutto a una sessantina di secondi, dovevo estrarre anche la colonna sonora e, soprattutto, alla fine doveva essere una SIGLA!
La prima a delinearsi fu proprio la colonna sonora: un collage fra i pezzi più significativi di quell’ultima canzone del concerto. Scelsi le parti più interessanti da far parlare, trovai un escamotage per dare movimento ad una grafica che, altrimenti, sarebbe stata la mia solita grafica in 2D, tutto lavorando in Final Cut Pro.

La trasmissione di Shalom ha avuto la prima serata. Da questa settimana va in onda su Antenna 5 ogni mercoledì alle 21:00 e in pluriprogrammazione il giovedì alle 11:15, venerdì alle 14.50, sabato alle 7:30, domenica alle 23:30, Lunedì alle 9:10, Martedì alle 18:15.

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